Al contrario di Milano, Bari è invece il punto più a sud verso cui la banda Vitagrama si sia mai diretta.
Questa volta siamo partiti in macchina alla volta del capoluogo pugliese di mattina presto, belli freschi e belli carichi per questa nuova esperienza.

Appena arrivati all’Ex-Caserma, dove si sarebbe svolta la settima edizione del Ca.Co. Fest, si aprì davanti ai nostri occhi un cosmo incredibile: una fortezza dell’antifascismo, un polmone verde in mezzo alla città, uno spazio per troppo tempo soggiogato e abitato da loschi individui in divisa.

Appena entrati ci mettemmo subito comodi per riprenderci dalle svariate ore di auto che ci eravamo lasciati alle spalle… e quale miglior modo di rilassarsi se non seduto in un prato, al sole, con una Peroni 0,33cl ghiacciata in mano?
Man mano che il nostro riposo si abbandonava inesorabilmente all’ebbrezza alcolica, arrivavano uno dopo l’altro gli alfieri dell’autoproduzione: illustratori, fumettisti, serigrafi, librai e tutta quell’orda di individui e collettivi che avrebbero preso parte al festival, ognuno con le proprie armi fatte di inchiosto, carta e penna.

C’è chi inizia a pittare muri, chi gioca a biliardino, chi disegna, chi gozzoviglia, chi da una mano per gli ultimi preparativi prima che il Ca.Co. prenda forma, ma una volta che aperte le danze, ognuno si asserraglierà dietro il proprio banchetto, pronto a lottare per l’ennesima battaglia per  “L’Autoproduzione”.

Tra i tanti locals che ci hanno ospitato, nonché consigliato dove mangiare buonissime focacce e dell’ottimo riso con cozze, c’è sicuramente Caterina e non potevamo che non fare questa breve chiacchierata proprio con lei.

Ciao Cate, come state? Vuoi raccontarci un po’ del Ca.Co. Fest? Come molti altri eventi legati alla Rete degli eventi autoprodotti, anche il vostro si svolge all’interno di un centro sociale.
Pensi che sia una condizione necessaria o comunque la migliore che si possa fare per dar vita a dei festival del genere?

Il Ca.co.fest  è nato nel 2012 in un altro posto occupato, l’ex Socrate, un ex liceo che ha dato casa a 50 rifugiati politici. E il Ca.co. è il sunto di quella esperienza, fatta di comunità lontane ma unite in uno spazio di meravigliosa umanità…  Poi  la ciurma aliena è atterrata,  con una super astronave, in quel posto lasciato all’incuria da piu di 30 anni che è l’ex caserma liberata. Il Ca.co. oltre ad essere il festival  dedicato al frutto dal nome buffo è anche impegno politico e amore libertario e degli spazi occupati ne fa un vanto. 

caco fest

Approposito, abbiamo visto da qualche disegnino in giro per la rete (senza fare nomi, da Roberta Joe Muci) che proprio a Bari è nato in questi giorni il collettivo BRR. Vuoi dirci qualcosa in più, visto che dal nome già promette bene?

BRR è un collettivo di donne all’interno della ex Caserma che ha sentito l’esigenza di riunirsi oltre alle assemblee di tutto il collettivo.

Inizialmente si incontrava per ritagliarsi uno spazio tutto al femminile per non sentirsi sole,con il passare del tempo si è creato un legame sempre più solido.i mezzi usati sono banchetti,iniziative politiche,cineforum e cene sociali. 

Mentre scriviamo queste domande, stiamo leggendo il comunicato “Un orda di costruttori immaginari” firmato da tutta la Rete dei Festival Autoprodotti. Un comunicato a cui non c’è niente da aggiungere, se non che noi come “Vitagrama” ci riconosciamo in pieno in quelle parole e
che siamo pronto anche noi a dar battaglia, fino alla fine, contro chi ci vuole a testa bassa.
Quello che volevamo chiederti è, come pensi che questo periodo influirà gli artisti che da anni prendono parte a questi festival o comunque più in generale, a chi fa dell’arte, dell’illustrazione, della stampa, dell’autoproduzione, il proprio cavallo di troia contro questo sistema?

Mentre i mercenari dalle crisi vogliono trarre solo profitto… Noi pensiamo  che le macerie siano più che mai il momento dove le differenze si acuiscono e da dove le autoproduzioni possano trarre nuovi spunti per nuovi racconti e nuovi impatti visivi 

In tutti questi anni, Quale artista pensi che abbia lasciato maggiormente il segno al Ca.Co Fest! e perchè ?

Non  c’è un artista che è rimasto più degli altri nel nostro cuore ma è la famiglia che si è creata di cui  siamo troppo orgogliosi di farne parte.” Il Ca.co è amore!” questa è la riposta collettiva di quelli che sono stati ospiti  da noi, a cui abbiamo aperto le nostre case e il nostro cuore 

caco fest

Parlando dell’attuale situazione legata al Covid-19, abbiamo visto che durante questo periodo all’interno dell’ Ex – Caserma sono state organizzate distribuzioni gratuite di cibo per chi ne avesse avuto bisogno. I pennivendoli non hanno perso occasione per strumentalizzare l’iniziativa. Oltre a tutto questo, volevamo chiederti se avevi voglia di raccontarci le iniziative che si stanno portando all’interno dello spazio per far fronte a questa situazione da cui non si vede ancora la fine?

L’ ex Caserma Liberata continua i suoi percorsi di mutuo soccorso e le sue battaglie politiche,  cercando tra mille difficoltà di continuare a rendere vivo  lo spazio. Il banco solidale è un grande impegno che abbiamo intrapreso che ha coinvolto varie realtà cittadine, dai singoli cittadini alle botteghe, ai mercati…  a breve faremo ripartire le attività al suo interno. Ci manca tutto, dalla palestra alla ciclofficina, il teatro e la biblioteca!Insomma la voglia di fare è tanta!